Appuntamento con la stampa al Ponte Vecchio sul Tevere

“Desertificazione, anche l’Umbria rischia”: l’allarme di AVS

Presentato il dossier "Crisi idrica e dispersione dell'acqua in Italia", con dati Ispra che riguardano anche il suolo
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Secondo l’ISPRA, il 32% del territorio umbro è in degrado per il consumo suolo, un consumo – secondo AVS – dovuto soprattutto “a chi ha governato la nostra regione negli ultimi anni e non ha preso seri provvedimenti”.

“La desertificazione – ha dichiarato Gianfranco Mascia – non è uno scenario futuro: anche qui è già cominciata. Il degrado del suolo interessa circa il 21% del territorio nazionale, con l’Umbria seconda solo al Lazio. Serve uno sforzo del Governo con investimenti contro la perdita di risorse idriche in Italia, che diventano un vero e proprio investimento, visto che il danno economico per la dispersione di acqua è di oltre 9 miliardi di euro ogni anno”.

La notizia emerge a margine della conferenza stampa dei leader nazionali di Alleanza Verdi e Sinistra, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, che hanno incontrato i giornalisti sul Tevere, in corrispondenza del Ponte Vecchio.

Nel servizio le interviste ai due leader nazionali

LA NOTA STAMPA DI AVS

Iniziativa di Alleanza Verdi e Sinistra sulle rive del Tevere, al Ponte Vecchio di Ponte San Giovanni, sulla crisi idrica che sta colpendo tutta Italia le cui ripercussioni sono visibili anche in Umbria. Presenti i deputati Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni, Betta Piccolotti insieme ai riferimenti regionali Gianfranco Mascia e Federica Porfidi e molti esponenti regionali di AVS tra i quali l’Assessore Regionale Fabio Barcaioli, il Consigliere Regionale Fabrizio Ricci, insieme si referenti di Perugia Eva Stancati e Jessica Di Mario e al consigliere comunale di Perugia Lorenzo Falistocco. Insieme hanno presentato il dossier “C’ERA UNA VOLTA L ’ACQUA La crisi climatica ci ruba l’acqua e il futuro.

Secondo Angelo Bonelli: “I dati dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Centrale non lasciano margini di interpretazione: la crisi climatica che colpisce l’Italia è che ha portato Il Po a scendere sotto i 380 metri cubi al secondo a Pontelagoscuro rispetto a un livello minimo auspicabile di 450. Questa situazione colpisce anche l’Umbria: l’indice SPEI a 24 mesi è a -1,25, il valore peggiore tra sette regioni, mentre quello a 3 mesi tocca -2,00, campo severo-estremo. Il margine accumulato in inverno è ormai esaurito. Il Trasimeno è il caso emblematico: a Monte del Lago il livello è 60 centimetri sotto il limite minimo vitale e mancano cinque centimetri al record negativo degli ultimi sessant’anni. Il problema non è locale o stagionale, è la crisi climatica che si manifesta in tutta Italia come in tutta Europa, adesso, e che questo Governo continua a non voler nemmeno nominare.”

Nicola Fratoianni ha aggiunto: “Quello che vediamo oggi sul Tevere non è una fatalità meteorologica: è il risultato di scelte politiche, *dei cosiddetti “climafreghisti” che purtroppo governano il nostro Paese*. L’acqua è un bene comune e va gestita come tale, con investimenti pubblici sulle reti colabrodo e un piano serio di adattamento, non con le grandi opere di propaganda. La crisi climatica ruba l’acqua, ruba il lavoro agricolo, ruba il futuro — e lo ruba prima di tutto a chi ha meno strumenti per difendersi. Chi oggi taglia sulla spesa ambientale sta semplicemente rinviando un conto che pagheranno i nostri figli.”

Federica Porfidi ha spiegato: “Ondate di calore, siccità, incendi. E subito dopo alluvioni, piogge torrenziali, grandine. Non è un caso questa sequenza, così come non sono un caso la frequenza e l’intensità con cui si verificano. Lo abbiamo vissuto nelle ultime settimane proprio qui in Umbria e si chiama cambiamento climatico. Tutti gli impegni che la giunta Regionale sta assumendo per invertire la tendenza devono accompagnarsi ad una strategia nazionale e globale di adattamento al cambiamento climatico. Senza precipitazioni regolari e un riallineamento delle temperature ai livelli di normalità non potremo modificare la situazione di particolare gravità ambientale che colpisce molte aree come ad esempio il Trasimeno”

Gianfranco Mascia ha concluso: “Il 32% del territorio umbro è in degrado per il consumo suolo, secondo l’ISPRA, dovuto soprattutto a chi ha governato la nostra regione negli ultimi anni e non ha preso seri provvedimenti, a differenza dell’attuale Giunta. La desertificazione non è uno scenario futuro: anche qui è già cominciata. Il degrado del suolo interessa circa il 21% del territorio nazionale, con l’Umbria seconda solo al Lazio. Serve uno sforzo del Governo con investimenti contro la perdita di risorse idriche in Italia, che diventano un vero e proprio investimento, visto che il danno economico per la dispersione di acqua è di oltre 9 miliardi di euro ogni anno ”