Smaltivano rifiuti nei cassonetti, individuate circa cento aziende
C’erano almeno un centinaio di utenze commerciali “fantasma” emerse negli ultimi tempi da Gesenu nella vasta zona industriale di Ponte San Giovanni.
Il dato è emerso nel corso della conferenza stampa durante la quale l’azienda, insieme al Comune di Perugia, ha presentato l’estensione del servizio porta a porta nei quartieri di San Sisto e Castel del Piano.
A Ponte San Giovanni invece il nuovo sistema, con annessa eliminazione dei cassonetti stradali, è arrivato un anno fa.
E nel corso del tempo, oltre a molte utenze domestiche sconosciute, sono emerse anche un centinaio di attività, perlopiù piccole, che operano nella zona industriale ma non sono censite da Gesenu e che quindi non pagavano alcuna Tari.
Un problema non solo di tipo amministrativo ma anche ambientale, visto che i rifiuti da attività produttive non possono essere smaltiti nei normali cassonetti, come invece facevano evidentemente le aziende “fantasma”, per non parlare del rischio dell’abbandono indiscriminato di rifiuti, fenomeno in crescita e di cui spesso vi abbiamo parlato.
Per prevenire tale fenomeno, nel corso di questi mesi Gesenu ha completato l’installazione delle 13 ecoisole di Ponte San Giovanni e delle telecamere di sorveglianza le cui immagini possono essere visualizzate dalla polizia municipale.
In tutto il territorio cittadino invece a breve arriveranno altre cinque telecamere in altrettante zone oggetto di abbandono illecito dei rifiuti, spesso di natura industriale.
Le telecamere saranno spostate periodicamente, per monitorare a campione le aree più sensibili.
Appena qualche giorno fa, le immagini catturate dagli occhi elettronici sono servite a San Sisto, meta del “turismo” dei rifiuti a causa dei cassonetti lungo le strade, per elevare «numerose» multe; scoperta anche una carrozzeria abusiva il cui titolare si disfaceva dei rifiuti a ridosso dei cassonetti.
