Entusiasmo e folla per la discesa in città dei Ceri

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Uno squillo di tromba, a conclusione della celebrazione eucaristica nella Basilica del Patrono, il canto ubaldiano di O Lume della Fede e i Ceri hanno ripresa vita, dondolanti e pronti a tornare sulle spalle dei ceraioli. La prima domenica di maggio come tradizione segna il ritorno in città delle tre architetture lignee, a poco più di una settimana dal 15 maggio. E’ stata la santa messa alla Basilica officiata dal cappellano dei Ceri, don Mirko Orsini, ad aprire la domenica di festa ed entusiasmo, prima dello scavjamento dei Ceri dai basamenti su cui giacciono per il resto dell’anno. Tre birate all’interno della chiesa e poi all’esterno del chiostro della Basilica, in mezzo ad una folla traboccante che non teme spinte o ingorghi, come da consuetudine per ogni manifestazione legata ai Ceri. Euforia anche attorno ai Capitani della festa, Daniele Pencedano e Stefano Pauselli , esponenti dell’antica Università dei Muratori, depositaria della Festa. Entrambi a guidare il prossimo 15 maggio assieme ai Capodieci, Gabriele Fofi per Sant’Ubaldo, Francesco Spogli per San Giorgio e Alessandro Lepriper Sant’Antonio.
La discesa con i bambini in divisa che sormontano i ceri, e il festante ritorno in città, aperto dalla banda comunale di Gubbio, si è concluso ancora con tre birate in una assolata Piazza Grande con il saluto finale all’interno della Sala dell’Arengo di Palazzo dei Consoli dove fino alla cerimonia dell’alzata il prossimo 15 maggio, i Ceri sosteranno. In attesa. Il conto alla rovescia entra così nel vivo, e sarà contraddistinto da giornate ricche di appuntamenti e serate di festa nei vari quartieri del centro. Fino al triduo in onore del Patrono che dal 13 maggio scandirà le ultime ore prima della festa del 15. Con il Campanone che, come oggi, tornerà a suonare e una folla che anche quest’anno, sebbene la festa cada di giovedì, si preannuncia sempre più numerosa.