Eat, il “Cibo Angelico” di Fabbris in scena alla Fattoria Sociale

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Come una madre, anzi una nonna: l’attrice Mariella Fabbris impasta e intrattiene, cucina e racconta storie.

Il suo è davvero un “Cibo Angelico”, come recita il titolo del suo spettacolo, che arriva ad animare la Fattoria Sociale di Spoleto nell’ambito della rassegna Enogastronomia a Teatro.

Lo spunto, il pretesto, è la riscoperta di un prodotto che è l’essenza della cucina povera dei nostri donni: la patata.

Il testo è quello di Tabucchi: “I volatili del Beato Angelico”, che in scena viene raccontato mentre si preparano gli gnocchi.

Poco prima anche un piccolo fuori-programma, con due giovani spettatori coinvolti nella preparazione degli gnocchi, che poco dopo sarebbero stati serviti.

Nel mezzo il racconto.

Quello di una contadina appassionata del suo orto, fedele alla sua terra, preoccupata per la troppa frequentazione di angeli che cadono dal cielo. Una storia poetica e fantastica, che riporta al valore delle cose, attraverso un ortaggio, le patate, che continua a nutrire il mondo.

E con diversi momenti a soggetto, in cui la Fabbris si diverte a interagire col pubblico, vicinissimo alla sua tavolta, tanto da essere colpito da sbuffi di farina e schizzi di patate, e minacciato dall’immancabile schiumarola, che serve a togliere gli gnocchi dall’acqua (non sia mai ad usare lo scolapasta, che una cosa è la pasta, altra sono gli gnocchi).

Mariella Fabbris trasforma il racconto originale fondendo insieme due antiche passioni: quella per il cibo e quella per il teatro di parola.

Da questa intuizione nasce una narrazione nuova: la cucina tradizionale, i ricordi familiari e la forza di un teatro del fare che mette in scena gesti semplici e quotidiani.

E dopo il pranzo, prima del dolce, ancora un momento di intrattenimento, in cui l’artista racconta la storia della sua arte, dagli spazi rubati alle fabbriche di Settimo torinese al girovagare per il mondo, che l’ha portata ad essere impegnata sia al cinema che in teatro, prima di questo nuovo progetto che la vede anche davanti ai fornelli.