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Quattro anni fa il sisma che sconvolse il Centro Italia

  • Categoria: Attualità
  • di Giacomo Marinelli Andreoli
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Erano le 7.40 del 30 ottobre di 4 anni fa, quando Norcia e tutta la Valnerina venivano sconvolti dalla più grave scossa tellurica dell’ultimo 40ennio: un fenomeno pari a 6.5 di magnitudo, a distanza di 2 mesi dalla crisi sismica con epicentro ad Amatrice, che fortunatamente non causò vittime ma distrusse gran parte del patrimonio immobiliare pubblico e religioso di tutta l’area. Quanto agli immobili privati, l’Umbria ha contato oltre 11.000 strutture danneggiate, di cui oltre la metà in modo grave.
A 4 anni di distanza, dopo aver messo alle spalle la fase di emergenza, fatica a procedere la fase della ricostruzione, nonostante i primi provvedimenti messi in campo dal nuovo commissario Giovanni Legnini, il quarto in altrettanti anni, sembrano preludere ad una svolta burocratico amministrativo per sbloccare l’empasse inconcepibile registrato per troppo tempo.
Parole di ottimismo ha rinnovato su questo fronte anche il sindaco di Norcia, Alemanno, proprio in collegamento con il nostro tg, anche se indubbiamente restano molti i nodi al pettine. A ricordarli con una lettera inviata con un appello inviato direttamente al premier Giuseppe Conte, è l’associazione Rinascita Norcia, costituitasi all’indomani della calamità e da allora in prima linea a sostegno della popolazione e a supporto della manifestazione mediatica delle necessità del territorio. La nota – inviata anche al Capo dello Stato e allo stesso commissario per la ricostruzione – ricorda le questioni che restano aperte: in primis la mancata ricostruzione delle opere pubbliche, con danni alla collettività in termini di servizi, come sanità, scuola, servizi pubblici, luoghi di cultura e socializzazione, messi in crisi anche dall’epidemia ma assenti del tutto dall’autunno di 4 anni fa a Norcia e dintorni. Grida vendetta poi la mancata rimozione delle macerie, che ancora gravano attorno a molti immobili quasi a fotografare plasticamente l’immobilismo della ricostruzione. La richiesta del comitato è che il Governo affidi poteri speciali e di esecuzione immediata al nuovo commissario per applicare una sorte di Modello Genova anche in Valnerina: come si è ricostruito il ponte Morandi, in modo modulare, si può procedere anche alla ricostruzione di Norcia e del territorio circostante. Un messaggio che in questo 30 ottobre assume un significato speciale. Appesantito dalla nuova emergenza Covid, Che però non può rimanere un alibi nel caso in cui dovessero trascorrere altri anni prima di veder muovere i lavori. Il rischio ormai vicino, è di un definitivo spopolamento di Norcia e della Valnerina.

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