Caldo estremo, Fillea Cgil: “Per costruire si può morire”
Caldo estremo. Al via la campagna della Fillea Cgil “Per costruire si può morire”.
“Anche quest’anno – scrive il sindacato in un comunicato – con l’arrivo delle prime ondate di calore e l’aumento delle temperature legato al cambiamento climatico, manca, da parte del Governo, un intervento normativo organico che dia indicazioni chiare sull’emergenza caldo, così da stabilizzare comportamenti e organizzazione del lavoro e prevenire le conseguenze dello stress termico per tutte le lavoratrici e i lavoratori coinvolti nei settori più esposti”.
Tra le misure fondamentali della campagna: programmazione del lavoro nelle ore più fresche, pause frequenti, accesso all’acqua, abbigliamento traspirante, formazione adeguata e segnalazione di situazioni a rischio.
Le imprese, inoltre, possono richiedere all’Inps il riconoscimento della CIGO in presenza di temperature che superano i 35° o percepite come tali, permettendo così di proteggere la salute e la vita dei lavoratori nei cantieri, nelle cave, nelle fabbriche.
Intanto Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil dell’Umbria in una nota chiedono alla Regione l’apertura di un confronto permanente per attuare sul territorio il Protocollo quadro nazionale sulle emergenze climatiche nei luoghi di lavoro, recepito con un decreto ministeriale nel luglio 2025. L’obiettivo è definire misure strutturali per proteggere i lavoratori esposti alle ondate di calore, soprattutto nei settori più a rischio come edilizia, cantieri stradali e lavorazioni all’aperto.
