Stadio-Clinica, la Ternana diffida la Regione per il ricorso al Tar

loading...

Stadio-Clinica. Dopo il ricorso della Regione e l’incontro romano fra la presidente Rizzo e la governatrice Proietti, c’è un altro colpo di scena: la Ternana diffida Palazzo Donini e minaccia azione risarcitoria. Inevitabile pensare sia una conseguenza del nulla di fatto nell’incontro con Bandecchi. E a confermare il sospetto il fatto che a riportare per primo la notizia sia il portale della Unicusano: Tag24.

Al centro della contestazione legale del club rossoverde, affiancato dalla società Stadium ed alla holding Flaca, sembrerebbero esserci le tempistiche dell’impugnazione della determina da parte della Regione. Si parla anche di richieste di risarcimento.

Una decisione che ha già innescato le polemiche, soprattutto via social, con botta e risposta fra maggioranza e opposizione, in primis a livello locale.

LE REAZIONI

“Le polemiche sulla vicenda stadio-clinica a Terni non sono solo locali, perché riguardano in diversi modi la comunità regionale. E non solo. A nessuno può essere consentito d’intimidire le istituzioni. Per questo un paio di punti fermi vanno ribaditi. I tifosi rossoverdi della Ternana meritano il nuovo stadio. È un obiettivo giusto. Anche una clinica i privati la possono realizzare. Ma queste opere, non necessariamente legate l’una all’altra,  si fanno nel rispetto delle regole, delle leggi nazionali e regionali. Con il confronto e la collaborazione di tutti i soggetti. E si fanno senza l’ombra di interessi che si muovono in un clima di prepotenze – che da quando c’è Bandecchi sono purtroppo all’ordine del giorno – e di conflitti di interesse”.

Tra i primi a commentare la vicenda il consigliere comunale Pd Emidio Gubbiotti, spalleggiato dalla consigliera regionale Maria Grazia Proietti: “Quindi, una privata società di capitali diffida una istituzione pubblica, per aver legittimamente esercitato un’azione quasi oltre i termini di legge – scrive il capogruppo Dem in consiglio – sostenendo che questa azione potrebbe ledere eventuali diritti della stessa società di capitali, legati a promesse fatte da un’altra istituzione pubblica, sulla base di un atto emesso da questa. E poi, sempre la stessa società di capitali, che può rappresentare per legge solo e soltanto i propri soci, sostiene, in un atto di natura privatistica, che l’azione intrapresa di cui sopra, possa ledere interessi di alcuni cittadini che nulla hanno a che vedere con la stessa società di capitali”.

A rispondere a questo commento è l’assessore comunale Marco Iapadre che, sempre sui social, scrive: “Non solo la giunta regionale di sinistra ha deliberato di ricorrere al Tar con il voto favorevole di due assessori provenienti dal territorio ternano (uno del Pd e uno del M5s) contro la possibilità che Terni possa svilupparsi e avere un futuro. Non bastava il voto favorevole dei due, ora scendono in campo anche consiglieri regionali di Terni e consiglieri comunali di Terni, in entrambi i casi del Pd, a difesa di quella scelta che vuole vedere Terni morire. A pensarci bene, alla fine, è quello che hanno sempre fatto negli ultimi decenni a Terni: produrre macerie sulle quali poi poter camminare respirando l’odore della miseria che loro stessi hanno generato”.

Il consigliere di Alternativa popolare, Claudio Batini, aggiunge: “Chiediamo chiarimenti alla giunta regionale. La libertà di pensiero dovrebbe essere un pilastro in ogni dibattito politico. Purtroppo, alcune affiliazioni politiche non solo la limitano, ma la celano dietro una facciata di ideologia che, apparentemente progressista, finisce per soffocarla. La giunta regionale ha esplicitato una volontà politica che, di fatto, sembra mirare a un blocco totale su opere fondamentali per il territorio. Chiediamo ai cittadini: siete soddisfatti di questo stallo?”.

Il vicesindaco di Terni Riccardo Corridore rincara la dose con un video: “Mancano nove giorni alla discussione davanti al Tar del ricorso fantomatico presentato dalla Regione nei confronti del Comune. Governatrice Proietti, lei nell’incontro con Bandecchi ha sostenuto di non conoscere bene il progetto, però ha fatto ricorso senza contattare il Comune per delle chiarificazioni. Non c’è collaborazione tra istituzioni, non c’è interlocuzione con una società che vi ha diffidato e chiesto i danni – e bene ha fatto – che ha acquistato la società sportiva solo per finalizzare il progetto stadio-clinica. Cosa avete in testa?”.