“Ci sono autisti incappucciati”: scatta l’operazione contro una banda
Sono stati ritrovati ad Anghiari, in provincia di Arezzo, quattro mezzi rubati a Città di Castello e San Giustino.
Il tutto grazie alla segnalazione di un cittadino che ha avvisato le forze dell’ordine circa la presenza di individui incappucciati alla guida di furgoni.
Da qui è scattata un’operazione dei carabinieri che ha portato al ritrovamento dei mezzi nella Valtiberina toscana.
Ad operare la compagnia di Sansepolcro, che ha individuato i furgoni in una zona rurale.
Quando hanno visto le forze dell’ordine, due uomini incappucciati hanno abbandonato i rispettivi veicoli e sono scappati nella boscaglia.
A quel punto, per la ricerca, sono stati coinvolti anche i militari dei reparti delle province di Arezzo e Perugia, ma approfittando dell’oscurità i fuggitivi hanno fatto perdere le loro tracce nella fitta vegetazione.
Passata la prima fase delle ricerche, i carabinieri hanno verificato che i quattro mezzi ritrovati – tre furgoni e un’utilitaria – erano stati rubati solo poche ore prima a due ditte di autotrasporti operanti nell’area industriale tra Città di Castello e San Giustino; i proprietari, che avevano parcheggiato i mezzi la sera precedente, non si erano ancora accorti del furto subito e sono stati avvertiti proprio dai carabinieri.
Non è escluso che i veicoli rubati servissero per mettere a segno un furto ben più grosso. E desta sconcerto il fatto che i mezzi siano stati trovati poco distante un laboratorio di metalli preziosi.
Con l’oro alle stelle, le ditte orafe sono sempre più oggetto di furti e proprio in quella zona alcuni laboratori sono stati visitati dai ladri.
Fondamentale quindi la segnalazione dell’uomo che ha fatto partire le indagini consentendo alle forze dell’ordine di operare in modo preventivo rispetto al piano criminale.
Le indagini sono ora serrate: i carabinieri stanno analizzando le registrazioni delle telecamere di videosorveglianza urbana e i varchi stradali tra Umbria e Toscana alla ricerca di dettagli utili all’identificazione della banda.
Al vaglio ci sono anche i dati dei ponti radio e delle celle telefoniche agganciate nella zona durante la notte del ritrovamento.
