Furto in casa Caponi, ex senatore comunista: “Più sicurezza in città”

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Mentre dalla questura viene smentita la narrazione su una città più insicura, con dati sulla criminalità grosso modo in linea con gli anni precedenti, arrivano nuovi attacchi alle istituzioni locali e nazionali per chiedere una Perugia più sicura.

E la curiosità è che questa volta le prese di posizione arrivino da sinistra, anzi, estrema sinistra.

Sta facendo rumore il post social dell’ex candidato a sindaco di Perugia Leonardo Caponi, già senatore per Rifondazione Comunista, che in un post sui social tuona contro la criminalità perugina, dopo che la moglie ha subito una aggressione in casa.

Sabato scorso – racconta Caponi – non molto dopo l’ora di cena, un individuo a volto coperto si sarebbe introdotto a casa sua, in via del Bellocchio, con l’intento di mettere in atto un furto, nonostante l’abitazione fosse illuminata e che a quell’ora fossero ancora tutti svegli.

“Mio genero, che è un aitante poliziotto, per fortuna o per disgrazia, era a Roma”, scrive Caponi, lasciando intuire che la situazione poteva anche degenerare.

Il ladro – scrive Caponi – è riuscito a entrare in casa attraverso la cucina, passando per il giardino illuminato. In sala da pranzo si è trovato, poi, di fronte la moglie Alida che, alla vista dell’intruso, ha cominciato a urlare ed è stata spinta a terra dal malvivente, che poi si è dileguato, senza rubare nulla.

La vicenda, per fortuna, si è conclusa con una nottata al pronto soccorso e una denuncia in Questura; senza ulteriori conseguenze.

Ma non è la prima volta che la casa del politico viene violata: due anni fa, mentre si trova va in vacanza a Cuba, Caponi venne derubato in casa e fu costretto – racconta lui stesso – a far installare “un costosissimo sistema di allarme che stavolta è stato inutile”.

Caponi – che conferma di essere contro la proprietà privata – vuole che la sua venga tutelata: “Il ladro esercita una violenza che ti fa rivoltare le budella. Capisco l’esasperazione della gente e non da oggi penso e ho scritto che la sinistra sbaglia con posizioni di estremismo garantista e di accoglienza indiscriminata per tutti”.

Sul tema della sicurezza generale Caponi parla di “problemi in Italia, ma anche a Perugia”.

In particolare in zona Bellocchio, a partire dai guasti all’illuminazione pubblica che si ripetono da alcuni mesi e dai lampioni spenti in diverse aree della città: “Ieri sera – scrive – si sono spenti anche i lampioni di tutta l’area da via del Macello a Martiri dei Lager. Col cielo nuvoloso, sembrava di stare nella foresta nera”.

L’attacco è diretto a una “società del comune” che, a suo giudizio, non dispone di un quadro di comando di segnalazione guasti della rete, “se no interverrebbero senza aspettare le segnalazioni inferocite dei residenti”.

Infine, l’endorsment per la precedente amministrazione che “veniva spesso almeno a fare passerella in cene del quartiere”.

L’attacco però è anche alla dotazione organica della Questura: “La squadra mobile a Perugia, una città di 160mila abitanti e uno dei cinque comuni italiani territorialmente più esteso può contare su 18 agenti, quando sono tutti in salute”.