Caporalato: condanna a Gualdo Tadino e nuove tutele vittime

Caporalato: condanna a Gualdo Tadino e nuove tutele vittime

Una recente sentenza della Corte d’Appello di Perugia ha riacceso i riflettori sul fenomeno del caporalato in Umbria, confermando che lo sfruttamento lavorativo non è estraneo alla regione. Una donna di 33 anni è stata condannata a un anno e otto mesi di reclusione per aver impiegato “in nero” dodici lavoratori stranieri clandestini a Gualdo Tadino. Le vittime erano costrette a turni degradanti di 13 ore giornaliere, senza ferie né riposi, per una paga misera di appena 2,5-3 euro all’ora, in totale violazione delle norme di sicurezza. Per contrastare questo sistema, la Procura Generale di Perugia e i Carabinieri per la Tutela del Lavoro hanno intensificato la cooperazione istituzionale e i controlli ispettivi. A supporto dei lavoratori sfruttati è stato inoltre attivato uno sportello di ascolto multilingue presso l’Ispettorato territoriale del lavoro per facilitare le segnalazioni in sicurezza. Chi denuncia può  ottenere un permesso di soggiorno per motivi di protezione.