Morte di Gaia, richiesta di rinvio a giudizio per tre dentisti

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La Procura di Perugia ha chiesto il rinvio a giudizio per tre dentisti, accusati di omicidio colposo per la morte di Gaia Pagliuca, giovane assisiate, morta dopo un intervento ai denti.

Secondo il pubblico ministero Annamaria Greco, i tre professionisti avrebbero agito con “imprudenza, negligenza e imperizia”, violando le linee guida mediche durante l’intervento.

Al centro delle contestazioni vi è la somministrazione di sei dosi di anestetico in tempi ravvicinati, ritenute eccessive rispetto agli standard clinici. Questa condotta – sempre secondo le tesi dell’accusa – avrebbe provocato una tossicità sistemica culminata in un arresto cardiocircolatorio.

Ulteriori criticità vengono contestate nella fase successiva al malore. La Procura evidenzia che le manovre di rianimazione sarebbero state eseguite in modo non conforme: il massaggio cardiaco sarebbe stato praticato su una poltrona odontoiatrica, quindi su una superficie non idonea. Inoltre, sempre secondo l’accusa, non sarebbe stato utilizzato il defibrillatore, strumento che avrebbe potuto contribuire al ripristino del ritmo cardiaco prima dell’arrivo dei soccorsi.

Di segno opposto la linea difensiva, rappresentata dall’avvocato Luca Maori, che parla di “tragica fatalità”.

I legali sostengono la correttezza dell’operato dei sanitari e contestano le conclusioni della consulenza tecnica. Tra i punti sollevati, anche la relazione tra il peso della paziente e la quantità di anestetico somministrata, ritenuta compatibile con i parametri clinici.

La decisione sul rinvio a giudizio è attesa per l’udienza del 26 maggio.

Il procedimento resta nella fase preliminare e, come previsto dall’ordinamento, gli indagati sono da considerarsi presunti innocenti fino a sentenza definitiva.