Sequestro all’alba per il casale della presunta setta
Un’operazione scattata a sorpresa, mesi dopo i primi arresti, ha portato al sequestro dei beni riconducibili all’associazione “Conoscenza è Libertà”, al centro di un’inchiesta della Procura di Perugia.
Le ipotesi di reato vanno dalla truffa alla violenza sessuale, dall’estorsione all’abuso della credulità popolare.
Stando a quanto afferma l’avvocato Emanuele Fierimonte che con la collega Deborah Wahl difende Alfredo Mangone e la moglie Tatiana Ionel, all’alba gli investigatori hanno eseguito un provvedimento di sequestro preventivo disposto dal Tribunale di Perugia.
Sigilli al casale che, secondo stime, varrebbe almeno 600 mila euro, ai terreni circostanti e a un’autovettura dal valore di circa 10 mila euro.
I legali ritengono che non sarebbe chiara la necessità del sequestro, anche considerando che uno degli indagati si trova in carcere a Perugia e l’altra agli arresti domiciliari.
L’indagine della Squadra Mobile di Perugia avrebbe messo in luce un presunto sistema di “sequestro psicologico”: decine di persone, riferiscono gli inquirenti, sarebbero state isolate, private dei risparmi con la promessa di una salvezza spirituale e intimidite con presunte maledizioni, descritte come destinate a colpire “per sette generazioni” in caso di dissenso.
Le verifiche proseguono per ricostruire flussi di denaro e responsabilità. Gli indagati, tramite i loro difensori, respingono le contestazioni e annunciano iniziative nelle sedi opportune.
Il procedimento è in corso. Si attende la valutazione del giudice sul sequestro e l’esito degli ulteriori accertamenti. Ricordiamo che tutte le persone coinvolte sono da considerarsi innocenti fino a sentenza definitiva.
