Tar, inaugurato l’anno giudiziario: “Ai una risorsa con tanti rischi”

loading...

Appalti pubblici, ricorsi delle insegnanti per il riconoscimento di punteggi e bonus, localizzazione degli impianti di telecomunicazione e di produzione energetica: questi gli ambiti su cui il Tar dell’Umbria è stato chiamato ad esprimersi con maggiore frequenza nell’anno appena trascorso.

I dati emergono nel corso della relazione presentata in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2026 del presidente del Tar Umbria Pierfrancesco Ungari.

La cerimonia di quest’anno era dedicata all’impatto dell’intelligenza artificiale sul mondo del diritto, i cui effetti sono stati definiti dal presidente “veloci e comodi, ma poco utili” quando porta a semplificare eccessivamente la complessità delle decisioni giuridiche.

Sono stati 559 i ricorsi depositati lo scorso anno, di cui 222 i seriali, quelli che coinvolgono molti utenti per situazioni comuni, tipo per le multe.

Dando per scontati gli enormi vantaggi che possono derivare dall’impiego dell’Ai per smaltire tutti questi faldoni, ormai – dice Ungari – già si percepiscono anche gli effetti negativi dell’intelligenza artificiale. Non solo i cosiddetti “abbagli”, come le citazioni di pronunce inesistenti o le argomentazioni difensive incompiute, ma soprattutto “la semplificazione delle massime delle banche dati, che esprimono gli orientamenti giurisprudenziali e finiscono con l’orientare le opzioni” degli operatori del diritto.

Ecco perché non bisogna perdere la fiducia nella sensibilità umana. Ed ecco perché non si può affidarsi alla tecnologia per colmare i vuoti di organico, come quelli che si verificano a Perugia.

Al Tar Umbria risultano in servizio sette unità di personale amministrativo a fronte delle 11 previste, con prospettive non favorevoli per ulteriori pensionamenti. Carenze di organico che sono acuite dal fatto che nel prossimo mese una magistrata sarà trasferita al Consiglio di Stato.

Resterebbe inoltre irrisolta la “duplicità” dell’incarico del segretario generale, condiviso con la sezione staccata di Latina del Tar Lazio.

Criticità anche sul fronte logistico, con la trattativa per il rinnovo della locazione di Palazzo Alfani-Florenzi che non avrebbe ancora portato a una soluzione.