65kg di droga nel ristorante, altri sette arresti emessi dal Gip

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Un anno fa l’incredibile rinvenimento di ben 65 chili di cocaina in un ristorante di Foligno: si calcolò che, sul mercato al dettaglio, avrebbero fruttato circa 6 milioni di euro.
A finire in carcere Gian Paolo Coresi, accusato di essere il corriere della droga: i panetti furono trovati nel sottotetto del locale ma anche in un vano a scomparsa della sua auto.
L’uomo fu intercettato sulla Flaminia mentre trasportava droga, poi la perquisizione nel ristorante, con il sequestro di ben 63 panetti.
Si capì subito però che Coresi era solo uno dei tasselli, nemmeno il più importante, del mosaico che compone l’organizzazione criminale, ben ramificata anche al di fuori dell’Umbria.
Lui stesso ammise di essere entrato nel giro per sopperire alle enormi perdite alle scommesse.
Ora ci sono ulteriori sviluppi che rendono il quadro più chiaro.
La Procura della Repubblica di Perugia ha reso noto l’esecuzione, da parte della Guardia di Finanza, di sette misure cautelari emesse dal Gip: si tratta di 5 cittadini albanesi, uno italiano e uno rumeno; tutti residenti nel perugino, tranne due albanesi, che invece agivano dall’esterno. Tre di loro sono stati portati in carcere, uno è ai domiciliari altri tre sono ancora irreperibili.
L’organizzazione, con vertice in Albania e base operativa a Foligno, utilizzava il ristorante come copertura per il riciclaggio dei proventi illeciti: a gestire il locale, la moglie di uno degli arrestati.
Gli spacciatori comunicavano con telefoni criptati e messaggistica crittografata: usavano facetime, snapchat, signal; ma anche i vecchi walkie talkie.
Le indagini, avviate nel 2024, hanno permesso di ricostruire oltre 50 episodi di spaccio tra il centro e il nord Italia.
A portarle avanti il gruppo di investigazione sulle organizzazioni della guardia di finanza.