Meno giovani più pensionati, chi lavorerà nel 2030?
In Umbria il problema non è soltanto trovare lavoro. Sempre più spesso è trovare chi quel lavoro lo può fare. È il paradosso fotografato da uno studio della CGIA di Mestre, che mette insieme due fenomeni: sempre meno giovani e sempre più lavoratori che si avvicinano alla pensione.
Da qui al 2029, in Italia, oltre tre milioni di persone lasceranno il mondo del lavoro. La domanda è semplice, ma la risposta molto meno: chi prenderà il loro posto?
Secondo la CGIA, la carenza di personale è già oggi uno dei principali problemi per le imprese, soprattutto per quelle di piccole dimensioni.
Anche l’Umbria è coinvolta. Lo studio stima che nei prossimi anni saranno quasi 45 mila i lavoratori umbri da sostituire, mentre negli ultimi dieci anni la regione ha perso oltre 10 mila giovani tra i 15 e i 34 anni, con un calo del 6,1 per cento.
Il dato diventa ancora più concreto guardando alle province: Perugia ha registrato una diminuzione di quasi 7.700 giovani, Terni di oltre 3 mila.
Numeri che raccontano una sfida che in Umbria è sotto gli occhi di tutti: una popolazione che invecchia, tanti ragazzi che studiano o lavorano fuori regione e imprese che fanno sempre più fatica a trovare personale qualificato. Il rischio, avverte la CGIA, è che il problema non riguardi soltanto il mercato del lavoro, ma anche la capacità dei territori di continuare a crescere e a mantenere servizi e competitività.
