Le esportazioni umbre reggono nonostante la crisi
Quasi un miliardo di euro, per la precisione 949 milioni: questo l’incasso per l’Umbria alla voce esportazioni internazionali.
Sei milioni in più rispeto al 2024 con un aumento dello 0.6%.
Ma quel che più conta è che, almeno per il momento, non ci sono segnali di rottura sul fronte esterno per l’economia regionale, nonostante i movimenti tellurici che attraversano il settore, con i fronti di guerra, i dazi americani e in generale la diffusa tensione internazionale.
Il monitor di Intesa San Paolo procede per distretti, oltre che per regioni.
E così si scopre che il settore maglierie e abbigliamento del perugino nel 2025 è stato superiore rispetto all’anno precedente nelle esportazioni verso gli Stati Uniti e l’oriente: col segno + le vendite verso Giappone, Honk Kong, Corea ed Emirati Arabi Uniti.
In calo invece quelle verso la Cina.
Ottime performance anche dall’olio umbro, le cui esportazioni sono quasi raddoppiate in un anno verso la Spagna, da cui arrivano 51 milioni di euro, ma anche verso il Canada.
In calo invece le vendite verso Francia.
In leggera flessione verso tutte le destinazioni il settore del mobile dell’Alta Valle del Tevere, che risente però di una crisi storica in cui le dinamiche internazionali c’entrano fino a un certo punto.
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LA NOTA DI INTESA
I distretti umbri nei primi nove mesi del 2025 mantengono sostanzialmente invariato il livello delle esportazioni rispetto al 2024: con 949 milioni di euro presentano un aumento di 6 milioni, pari allo 0,6%, senza grosse differenze rispetto alla media dei distretti italiani che hanno realizzato una variazione del -1,0%.
Dopo un buon inizio nel primo trimestre (+8,7%), si è verificato un calo nel secondo (-4,8%) e nel terzo trimestre (-1,5%).
Il distretto della Maglieria e abbigliamento di Perugia si conferma in crescita, dopo il buon andamento del 2024 (+15,9%), con un valore di esportazioni pari a 637 milioni (+1,8%). È la componente dell’abbigliamento che sostiene il buon risultato del distretto, con esportazioni in crescita del 5,2% che riescono a più che compensare il calo mostrato dalla maglieria (-7,2%).
Tra i principali mercati di sbocco il mercato che presenta una variazione più rilevante è Hong Kong con un incremento per entrambe le componenti, insieme agli Stati Uniti (3,1%) ed Emirati Arabi Uniti (22,1%). In calo, invece, le vendite verso la Cina (-26%) sia per l’abbigliamento, sia per la maglieria per effetto anche di consumi deboli e di una preferenza crescente per i marchi locali.
Le esportazioni dei primi nove mesi del 2025 confermano il valore dell’anno precedente per l’Olio umbro.
Il valore di vendite all’estero si attesta a 256 milioni in linea con il corrispondente periodo 2024 (-0,9%).
In particolare, sono più che raddoppiate le esportazioni verso la Spagna che passano da 21,4 milioni a 51,2 milioni tanto da rendere il mercato iberico il primo sbocco commerciale del distretto; questo andamento è da mettere in relazione con la scarsità della precedente campagna olearia che per la Spagna si era attestata a 853 mila tonnellate rispetto alla stima dell’ultima campagna stimata in oltre 1,4 milioni di tonnellate1.
Questo incremento riesce a più che compensare il calo subito nelle esportazioni verso Francia (-5,6 milioni, -31%), Brasile (-3,8 milioni, -51,4%) e Stati Uniti (-2,7 milioni; -12,5%). Per quanto riguarda la raccolta delle olive del 2025, si è registrata una diminuzione della produzione di circa il 40%, con differenze tra le varie aree regionali; la qualità resta comunque su buoni livelli. Il calo è stato causato soprattutto da condizioni climatiche sfavorevoli e dalla diffusione della mosca olearia, favorita dall’umidità dovuta alle piogge estive che hanno creato l’ambiente ideale per lo sviluppo del parassita.
Si conferma il calo dell’export per il Mobile dell’Alta Valle del Tevere che realizza vendite all’estero per 57 milioni con una riduzione di 3 milioni rispetto al 2024 (-5,3%). Pesano le minori vendite verso Germania (-1,2 milioni; -12,8%) e Belgio (-2,1 milioni, -42,3%) che non sono compensate dalla crescita dell’export realizzata nei Paesi Bassi (+1 milione; +77,5%) e dal forte balzo in alcuni mercati asiatici come Giappone (+100,5%) e Repubblica di Corea dove si supera il milione di euro di export rispetto al valore contenuto del 2024. Il contesto competitivo resta condizionato dal clima di incertezza e dalle tensioni internazionali, oltre alla volatilità della politica commerciale americana. Gli Stati Uniti rappresentano il primo sbocco commerciale per i distretti umbri con un peso del 19% confermato anche nel 2025, grazie a una crescita delle esportazioni realizzata soprattutto nel distretto della Maglieria e abbigliamento di Perugia (+3,1%), anche in presenza di un apprezzamento dell’euro nei confronti del dollaro superiore al 10% rispetto a inizio anno
Le imprese si stanno orientando verso un ripensamento delle strategie di internazionalizzazione, puntando sulla diversificazione dei mercati, sulla ricerca di nuovi clienti e su una riorganizzazione produttiva e distributiva globale. Le leve della qualità e dell’innovazione sono in questo determinanti, insieme alla capacità di intercettare le opportunità presenti all’estero: saranno queste le strategie che faranno la differenza e che potranno consentire ai distretti umbri di continuare a crescere.
