Bandecchi: “Microspie non sono della Procura, si apre un caso…”
Non sarebbero della Procura della Repubblica i dispositivi di ascolto rinvenuti da una ditta specializzata negli uffici di Palazzo Spada, a Terni, e mostrati da Bandecchi nel corso di una diretta su Instagram.
A rivelarlo lui stesso, parlando con l’Ansa, in cui declina al plurale: “le cimici”, sarebbero quindi più di una le microspie rinvenute e sottoposte all’attenzione dei carabinieri e della procura.
Non nell’ufficio del sindaco, ma in quelli di amministratori, fra cui un assessore.
Il materiale è stato consegnato ai Carabinieri con relativa denuncia e sono in corso gli accertamenti tecnici mentre il primo cittadino parla di “caso politico-malavitoso”, pur ammettendo che quei dispositivi potrebbero essere stati installati ben prima del suo ingresso a Palazzo Spada, visto che solo ora – con modalità non meglio chiarite – l’imprenditore ha deciso di estendere la bonifica che periodicamente compie nei suoi uffici, affidandosi a una ditta di fiducia, anche alle stanze di assessori e amministrativi.
Il lavoro svolto nell’installare i dispositivi sarebbe stato accurato e – sempre secondo le dichiarazioni di Bandecchi – la cabina di regia potrebbe addirittura risiedere all’interno del palazzo comunale.
Intanto, sulla vicenda intervengono anche i parlamentari del Partito Democratico Anna Ascani e Walter Verini. In una nota parlano di “un pozzo senza fine di opacità e inagibilità democratica”, definendo quella delle cimici “una vicenda oscura, dai contorni poco decifrabili” e auspicando che “si faccia piena luce anche su questo ennesimo inquietante episodio” in una città “inquinata” dalle polemiche.
Sempre dal Pd arriva anche un’interrogazione urgente, con richiesta di risposta scritta, firmata dai consiglieri comunali Dem, che chiedono al sindaco di riferire in consiglio comunale sull’accaduto e di chiarire, tra l’altro, se la Procura della Repubblica sia stata tempestivamente informata, quali riscontri siano arrivati, se sia stata disposta una verifica dell’intero palazzo Spada, se siano stati coinvolti dipendenti comunali o componenti della giunta e se siano stati incaricati soggetti terzi di certificare tecnicamente il ritrovamento dei dispositivi di ascolto.
