Distretto moda, confronto politiche industriali e sviluppo territorio
Si è svolta ieri, 1° dicembre, all’HUB Hotel di Gubbio l’iniziativa pubblica “Distretto della moda a Gubbio: quale politica industriale per lo sviluppo del nostro territorio?”, un importante momento di confronto tra imprese, istituzioni, scuola e sindacato.
L’incontro, moderato dal segretario PD Michele Sarli, è stato aperto dalla relazione di Elena Tomarelli, delegata locale a sviluppo, lavoro e ambiente, che ha illustrato il quadro nazionale e regionale del settore moda-tessile, tra criticità e opportunità legate a innovazione, transizione digitale e sostenibilità.
Tomarelli ha sottolineato la necessità di una strategia territoriale integrata, capace di sfruttare la nuova ZES e gli incentivi dedicati al tessile-moda, rafforzando filiere, formazione e qualità del lavoro.
Al dibattito hanno partecipato le principali realtà produttive impegnate nella trasformazione di Gubbio in polo dell’alta moda: Alta Manifattura Saldi, Brunello Cucinelli e Ti STYLE iT. Gli imprenditori hanno evidenziato il valore delle competenze artigianali locali e degli investimenti in innovazione.
Il dirigente scolastico dell’IIS “Cassata Gattapone”, David Nadery, ha presentato il nuovo laboratorio di confezioni e modellistica 3D, realizzato in sinergia con le aziende del territorio per formare professionalità qualificate.
Sul fronte istituzionale, il sindaco Vittorio Fiorucci ha rimarcato l’importanza degli investimenti di grandi marchi come Cucinelli e Prada, mentre Cristian Betti, capogruppo PD in Assemblea legislativa, ha ribadito l’impegno per una politica industriale regionale a sostegno di innovazione e nuove filiere.
L’ex Ministro del Lavoro Cesare Damiano ha richiamato l’urgenza di coniugare sviluppo industriale, diritti e sicurezza, ricordando la centralità della filiera moda per il Made in Italy.
Euro Angeli, CGIL, ha posto l’accento su formazione continua, sicurezza e contrattazione di filiera.
Il PD ha ringraziato i numerosi partecipanti e rilanciato l’appello: trasformare Gubbio in un laboratorio avanzato del Made in Italy, fondato su coesione, qualità e visione condivisa.
