Chirurgia ortopedica, 30 protesi con ioni d’argento e zero infezioni

Chirurgia ortopedica, 30 protesi con ioni d’argento e zero infezioni

Un paziente di 43 anni è stato sottoposto a un intervento di protesi d’anca rivestita con ioni d’argento al Santa Maria della Misericordia di Perugia.

Un intervento innovativo con una tecnologia capace di ridurre in modo significativo il rischio di infezioni post-operatorie, una delle complicanze più temute negli interventi ortopedici maggiori.

“Questa soluzione rappresenta un’innovazione molto importante per la chirurgia ortopedica d’anca – spiega Giuseppe Rinonapoli, chirurgo ortopedico – perché permette di sottoporre pazienti a rischio infettivo, quali obesi, diabetici e immunodepressi, a interventi sia di primo impianto che di revisione protesica in condizioni di maggiore sicurezza”.

L’innovazione, attualmente adottata solo in pochi centri in Italia, fa parte di un progetto nazionale volto all’introduzione progressiva di impianti con rivestimento d’argento, particolarmente indicati per pazienti clinicamente fragili o con pluripatologie.

Già lo scorso giugno era stato effettuato un intervento simile su un paziente 38enne immunodepresso.

A oggi, sono stati impiantati con successo oltre 30 protesi, registrando zero infezioni e soprattutto un’elevata soddisfazione da parte dei pazienti, che hanno mostrato un recupero rapido e privo di complicanze.

Gli interventi sono stati eseguiti dallo stesso Rinonapoli con il dottor Michele Bisaccia, coadiuvati dal dottor Lorenzo Lucchetta.

“È un passo avanti importante verso una chirurgia più sicura e personalizzata – spiega Bisaccia, chirurgo ortopedico – il rivestimento agli ioni d’argento garantisce un’azione antibatterica costante senza compromettere la biomeccanica o l’integrazione ossea dell’impianto”.

Accanto a questo programma, i due chirurghi ortopedici, hanno avviato un progetto dedicato ai pazienti più giovani, che prevede l’utilizzo di protesi d’anca a conservazione del collo femorale, anch’esse rivestite in argento. Tale soluzione è stata adottata già in diversi pazienti giovani affetti da patologie come artrosi precoce, necrosi asettica della testa del femore o artrosi secondaria a displasia congenita dell’anca, in quanto consente di preservare una maggiore quantità di osso e mantenere una biomeccanica più naturale, offrendo un’alternativa moderna, duratura e sicura.

“Sono molto orgoglioso dei risultati ottenuti dalla nostra equipe di chirurghi ortopedici – afferma Auro Caraffa, direttore della struttura di Ortopedia e Traumatologia dell’Azienda Ospedaliera di Perugia – questi risultati confermano l’importanza della sinergia costante tra attività clinica e di ricerca medica applicata. I risultati clinici e protocolli condivisi con i principali centri italiani, ci confermano tra i protagonisti della nuova era della chirurgia protesica caratterizzata da impianti innovativi più sicuri e tecnologie d’avanguardia”.

Complimenti e felicitazioni sono arrivati dal direttore generale Antonio D’Urso.