Grifo, pochi giorni per l’esclusiva. L’incontro con l’indonesiano…
La grande festa dell’under 17 del Perugia che ieri sera ha conquistato con merito il titolo tricolore di categoria non distoglie l’attenzione sull’argomento che sta tenendo banco in questi giorni tra i tifosi biancorossi.
Cioè se la società sarà venduta o meno.
Le trattative al momento sono in stand by, con tutte le parti interessate che però continuano a lavorare in attesa del momento giusto, che scatterà quando scadrà il mandato vincolante un broker commerciale internazionale che opera nei settori delle opportunità immobiliari, sportive e di investimento. Il suo nome è Varisano.
Sarà lui a dover dare una risposta sui possibili altri investitori, il cui nome è top secret, interessati al Perugia Calcio.
Risposta che dovrà arrivare entro i primi giorni della prossima settimana.
Dopodiché il club sarà libero di valutare tutte le proposte arrivate sul tavolo in questi mesi e ancora non concretizzatesi con un offerta formale.
Oltre ad Arena Curi (che avrebbe un investitore europeo alle spalle), c’è anche un importante nome dell’imprenditoria umbra che nelle scorse settimane, dopo aver valutato l’opportunità, ha chiesto ed ottenuto un incontro al dg Borras per manifestargli l’interesse.
Incontro che si è svolto lunedì.
Le parti hanno deciso di riaggiornarsi per le ragioni che vi abbiamo spiegato sopra.
Curiosità: nei giorni scorsi ha fatto visita al club anche un indonesiano. Si tratta di Rusmin Lawin che nei suoi profili social ha certificato la sua visita perugina con tanto di foto.
Lawin, secondo quanto riportato dal suo profilo Linkedin, è “un’importante figura di riferimento nel settore immobiliare globale e uno dei più noti leader imprenditoriali indonesiani. Ricopre ruoli di massimo rilievo internazionale, agendo come ponte strategico per gli investimenti tra l’Asia-Pacifico, il Medio Oriente e l’Europa” .
In un recente articolo pubblicato sempre sulla piattaforma professionale, si parla della visita perugina e dell’incontro con Borras per “riflettere sul crescente interesse dei leader imprenditoriali del sud-est asiatico nel comprendere come i club di calcio europei creino valore oltre il campo”.
Nell’articolo viene spiegato che lo sport, ed in particolare il calcio, crea relazioni internazionali e valore a lungo termine che potenziano i branding e influenzano appassionati ed investitori.
I club di calcio non sono più considerati esclusivamente organizzazioni sportive, ma sono aziende che ad ampio spettro possono aprire le porte ad altri asset nel campo dell’ospitalità, immobiliare, società di dati e marchi globali.
I ricavi dei club di calcio non provengono più solo da ticketing, diritti di trasmissione, sponsorizzazioni e coinvolgimento digitale, ma anche da turismo ed esperienze “premium”, aprendo porte che gli investimenti convenzionali non possono offrire.
Ecco perché fondi sovrani, investitori privati e aziende continuano a entrare nel settore nonostante l’aumento delle valutazioni.
Sempre in questo articolo vengono citati gli investimenti europei di Hartono (al Como) e del malese Tony Hernandes (fondatore di Air Asia) al Queen Park Rangers, squadra di grande blasone della Championship, seconda divisione del calcio inglese.
La carne al fuoco sembra parecchia.
Ma al momento l’unica certezza è rappresentata dall’impegno del presidente Faroni, che in questi due anni, non senza difficoltà per le note vicende, personali e mediatiche argentine, ha onorato tutti i suoi impegni con il club.
Fino a presentare tutta la documentazione per l’iscrizione al prossimo campionato.
Visti i tempi che corrono, è la notizia più importante.
