Grifo, si lavora sulle uscite. Club: attesa per decisioni acquirenti
E se il Perugia rimanesse di proprietà di Javier Faroni? E’ un ipotesi che sta prendendo sempre più corpo dopo che in queste ultime settimane non è successo assolutamente nulla sul fronte societario.
Il mandato vincolante con l’intermediario italo belga Salvatore Varisano, scaduto nei giorni scorsi, non ha prodotto ancora alcuna offerta sul tavolo e anche sul fronte dell’investitore internazionale dietro al gruppi di perugini che fanno capo al progetto Arena Curi non ci sono ancora novità a riguardo.
Insomma a meno che sbuchi dal nulla un acquirente a sorpresa le possibilità che il Perugia continui ad essere argentino aumentano giorno dopo giorno. Anche se le trattative non si fermano mai.
Ed è per questo che il club con Borras in testa e Alberto Marino continua il lavoro per cercare di mettere a disposizione di Tedesco una rosa il più possibile competitiva, ma comunque con un tetto ingaggi decisamente più sostenibile rispetto a quello dell’ultima stagione, superiore ai 4 milioni di euro.
Le operazioni in entrata sono subordinate alle uscite: il Perugia si è liberato di Gemello, Montevago e Bacchin, anche se per quest’ultimo l’operazione con il Modena è stata una necessaria visto che il giocator ha ritenuto la proposta di rinnovo tardiva.
Il 13 scatterà il raduno e l’obiettivo è sfoltire ulteriormente l’organico: Canotto e Nepi sono in uscita e potrebbero avere mercato, più complicata la situazione di Bartolomei e Dell’Orco legati al club rispettivamente per ancora una e due stagioni. Il 13 ci saranno tutti o quasi.
Un lavoro impegnativo che richiede grande energia: ed è forse anche per questa ragione che Giovanni Tedesco sarà in città con qualche giorno di anticipo per avere un quadro più il possibile esaustivo della situazione.
