Grifo, un futuro da scrivere subito. O quasi

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L’unica certezza di questi giorni è il lavoro quotidiano che Giovanni tedesco e il suo staff stanno portando avanti con il gruppo squadra: sono loro, insieme alla collaborazione di Novellino, che cercano di tenere le redini in casa Perugia. Obiettivo allenarsi al meglio e isolarsi da tutto quello che sta accadendo intorno al club

Il direttore generale Borras è all’estero, forse in Spagna o in Argentina e tornerà fra qualche giorno. Se porterà dietro novità sul fronte delle trattative lo vedremo  e se avrà avuto modo di incontrare il presidente Faroni e parlaci a quattr’occhi.

E’ questo il problema più grande del Perugia: la lontananza del suo proprietario, il cui ultimo blitz è stato nel dicembre dello scorso anno. Il problemi giudiziari legati a quelli di salute hanno fatto cambiare le sue priorità.

Va dato atto a Faroni di aver chiuso la stagione pagando le scadenze federali e iscrivendo la squadra,  dando però un diktat preciso a Borras: tagliare il più possibile e arrivare all’autofinanziamento.

Obiettivo però a tutt’oggi difficilmente praticabile, con i costi di gestione che sono nettamente superiori ricavi.

Borras ha provato a trovare una sistemazione ai giocatori considerati in esubero e più costosi: ma alla fine le cose sono rimaste come erano, anche se l’operazione Montevago-Modena ha portato un bel gruzzolo di soldi

Agosto è un altro mese importante, con scadenze all’orizzonte: dovrà essere Faroni a coprirle.

Una situazione che inevitabilmente portato il Perugia all’ipotesi cessione, sul quale sta lavorando da mesi un gruppo di imprenditori umbri, alcuni legati al progetto di Arena Curi, la società costituitasi qualche anno fa che aveva l’obiettivo di realizzare il nuovo stadio, poi bocciato da le due giunte Romizi e Ferdinandi.

Decisiva  sarà l’offerta che sarà presentata e come sarà valutata da Faroni e i suoi uomini per capire il domani:  il tempo di gettare via la maschera è arrivato.