Giro dell'Umbria: cinque giorni attraverso borghi, vigneti e salite simbolo della regione

Filippetti e Gorini trionfano a Gubbio sotto la pioggia

Il corridore del Velo Club Gubbio si impone sullo strappo di San Marco. Nelle classifiche finali trionfano Gorini e Cecchetti fra le donne, Tironzelli e Rahmou fra gli uomini
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La pioggia battente, l’asfalto lucido e l’ultima rampa verso San Marco.

A Gubbio il successo di tappa è andato al padrone di casa Giovanni Filippetti, portacolori del Velo Club Gubbio, capace di trovare lo spunto decisivo sul tratto conclusivo, dove la pendenza raggiunge il 14 per cento. Tra le donne si è imposta ancora una volta Michela Gorini, protagonista assoluta delle cinque giornate.

Il maltempo non ha impedito alla corsa di arrivare al proprio epilogo. Ha semmai reso ancora più suggestivo il passaggio della carovana ai piedi del Monte Ingino, nella città medievale che ha regalato una doppia festa al ciclismo eugubino: quella di Filippetti nella tappa e quella di Gabriele Tironzelli, vincitore della classifica generale riservata agli Over. Tra gli Under il Giro è stato conquistato dall’ex professionista marocchino Anouar Rahmou, del Team Alpin Massinelli. Nelle due graduatorie femminili hanno invece prevalso Michela Gorini, tra le Master Woman 2, e Daniela Cecchetti, tra le Master Woman 1.

Il viaggio su due ruote nel cuore verde era cominciato mercoledì all’Aviosuperficie di Terni, con un circuito di venti chilometri, quattro giri da cinque, disegnato per le ruote veloci. Un prologo insolito, corso accanto alle piste degli aeroplani, che ha assegnato le prime maglie di categoria. Nelle diverse batterie si sono messi in evidenza Marco Valentini, Amos Rosazza Buro, Paride Sereni e Michele Senni; tra le donne Daniela Cecchetti e Maila Castiglione.

A Cannara il Giro ha incontrato per la prima volta il maltempo. Nella prova riservata agli Over e alle donne, Giacomo Giuliodori ha regolato allo sprint un drappello di sei corridori, precedendo Gabriele Tironzelli e Demetrio Veronica. Michela Gorini ha vinto la prova femminile davanti a Daniela Cecchetti. Un violento temporale ha invece costretto la direzione di corsa ad annullare la gara dei più giovani, senza stilare la classifica.

Cannara non è stata soltanto una tappa per velocisti. Il percorso ha attraversato la campagna della Valle Umbra, terra della celebre cipolla e della tradizione francescana. A pochi chilometri dal borgo si trova infatti Piandarca, il luogo nel quale, secondo la tradizione, san Francesco rivolse la sua predica agli uccelli nella primavera del 1221.

Il giorno successivo la corsa ha cambiato completamente volto con la cronoscalata da Spoleto a Monteluco. Circa sette chilometri, quasi quattrocento metri di dislivello e pendenze fino al 12 per cento. Damiano Limardo ha fermato il cronometro a 15 minuti e 56 secondi, precedendo di soli tre secondi Rahmou e di quattro Davide Giacone. Tra le donne Gorini ha vinto in 22 minuti netti, appena due secondi meglio di Cecchetti.

La salita ha portato i ciclisti verso uno dei luoghi più particolari dell’Umbria: il Bosco Sacro di Monteluco, una lecceta che domina Spoleto e che già in epoca romana era considerata luogo di culto. Nei secoli successivi il monte è diventato rifugio di eremiti e comunità religiose, legando il proprio nome anche alla presenza di san Francesco.

La quarta frazione, la Mediofondo dell’Umbria, è stata la tappa regina: 85 chilometri e circa 1.200 metri di dislivello, con partenza da Ponte San Giovanni e arrivo sulla collina di Brufa.

Il percorso ha cucito insieme alcune delle identità più riconoscibili dell’Umbria: le maioliche di Deruta, i vigneti di Torgiano, le atmosfere medievali di Bevagna e il panorama di Brufa.

Infine Gubbio, con l’ultima epica salita.