Rifiuti ingombranti e domestici scaricati nel cuore verde dell’Umbria
Sempre più spesso ci troviamo di fronte a segnalazioni di cittadini che denunciano la presenza di rifiuti solidi urbani o ingombranti scaricati ai bordi delle strade, in aree verdi, piazzole di sosta, persino nei parchi pubblici.
Un fenomeno preoccupante, che mai si era visto in Umbria e che stride con il brand di “cuore verde d’Italia”, nonostante l’impegno delle istituzioni.
L’ultima segnalazione è arrivata dal quartiere di Piscille, dove abbiamo trovato decine di buste di rifiuti solidi urbani scaricate indebitamente in mezzo alla vegetazione in corrispondenza di una piazzola di sosta.
Non parliamo di banali cartacce, bottiglie o lattine, pratica pur becera ma più immaginabile.
No, qui parliamo proprio di scarichi illeciti mirati, probabilmente compiuti con l’ausilio di un furgoncino, da parte di residenti o piccoli artigiani che per sfuggire alle maglie della Tari non hanno comunicato la loro posizione e – con l’eliminazione dei bidoni pubblici – non sapendo più dove scaricare, lasciano la loro immondizia in mezzo alla vegetazione.
Nei giorni scorsi nel Parco Pascoletti di Ponte San Giovanni, a due passi dai giochini dei bambini, sono stati trovati una bicicletta, un ventilatore e una tv con tubo catodico, probabilmente il risultato della pulizia di una vecchia cantina.
Qualche settimana prima avevamo denunciato uno scarico simile lungo la strada per Valfabbrica.
E sul Monte Malbe il panorama è avvilente…
TANTE DISCARICHE ABUSIVE IN GIRO PER L’UMBRIA
Secondo il bilancio illustrato in un recente incontro a Palazzo della Penna con Comune, Arpa, Legambiente e Gesenu, a Perugia sono stati effettuati oltre ottomila controlli, con 379 sanzioni, e sono state censite 85 aree di discarica abusiva sul territorio comunale.
Le istituzioni quindi sono consapevoli del problema, ma non basta.
Nel perugino ci sono numerosi centri di raccolta per gli ingombranti e il servizio è attivabile anche a domicilio.
Bisogna avere però un’utenza Tari e pagare regolarmente la tassa sui rifiuti.
Il punto è questo: per risparmiare, si fa un danno incommensurabile all’ambiente.
E si rischia, tanto.
Ricordiamo che dal 2023 l’abbandono di rifiuti è reato penale anche per i privati: prevista un’ammenda da 1.000 a 10.000 euro, raddoppiabile in caso di rifiuti pericolosi. Per imprese ed enti restano le pene dell’arresto con ammenda fino a 26.000 euro.
Insomma, verrebbe da chiedersi… sicuri che ne valga la pena?
