Un punto di vista diverso nella sorveglianza dell’Ambiente
Un punto di vista diverso sul territorio per monitorare, verificare, sorvegliare e nel caso sanzionare siti pubblici e privati che trattano minerali, rifiuti e più in generale impattano sull’ambiente e sul territorio.
Per il momento il drone in dotazione di Arpa che viene messo a disposizione della Regione e di altri enti nell’ambito del progetto Puma, si limita ad osservare dall’alto con una precisione mai vista prima; in futuro arriveranno anche telecamere sensibili alla temperatura, per verificare la presenza di rifiuti interrati e immissioni di sostanze nocive nei corsi d’acqua, ma già così com’è ora il sistema consente di controllare discariche, aree industriali e siti contaminati, effettuando rilievo cartografico del territorio, controllo volumetrico delle attività estrattive (ad esempio in cave e miniere), sorveglianza del rischio idrogeologico, delle frane e delle aree naturali protette tramite l’utilizzo di droni, laser scanner, georadar e sensoristica avanzata.
Le immagini realizzate dal drone vengono poi analizzate in ufficio, per calcolare i volumi occupati sul territorio.
L’accordo coinvolge la Regione in particolare per quanto riguarda le attività minerarie.
L’ANNUNCIO DELL’ACCORDO
NASCE IL NUCLEO P.U.M.A, DRONI E SENSORI AVANZATI PER IL MONITORAGGIO DEL TERRITORIO UMBRO AD ALTA TECNOLOGIA
La Giunta regionale, su proposta dell’assessore all’ambiente Thomas De Luca, ha approvato lo schema di accordo di collaborazione tra la Regione Umbria e ARPA Umbria per l’istituzione del Nucleo P.U.M.A. (Piattaforma Umbra per il Monitoraggio Ambientale). L’iniziativa mira a potenziare le attività di controllo e tutela del patrimonio naturale attraverso l’impiego sistematico di sistemi aerei a pilotaggio remoto (SAPR) e tecnologie geomatiche di ultima generazione.
Il progetto nasce dalla necessità di mettere a sistema competenze e dotazioni strumentali già presenti nei due enti, ottimizzando le risorse ed evitando duplicazioni di costi. Il Nucleo P.U.M.A. opererà in ambiti strategici quali monitoraggio delle matrici ambientali, discariche, aree industriali e siti contaminati, rilievo cartografico del territorio, controllo volumetrico delle attività estrattive (cave e miniere), sorveglianza del rischio idrogeologico, delle frane e delle aree naturali protette tramite l’utilizzo di droni, laser scanner, georadar e sensoristica avanzata.
“Con la nascita del Nucleo P.U.M.A. – dichiara l’assessore Thomas De Luca – l’Umbria compie un passo decisivo verso una gestione del territorio moderna, digitale e sostenibile. Questa piattaforma non è solo un potenziamento tecnologico, ma un nuovo modello di collaborazione istituzionale con ARPA che ci permetterà di vigilare con estrema precisione sulle nostre risorse naturali, prevenire i rischi idrogeologici e supportare i Comuni nelle loro attività di controllo. L’utilizzo strategico dei dati acquisiti tramite droni e sensoristica avanzata, in coerenza con gli obiettivi del DEFR 2026-2028, garantisce una maggiore resilienza ai rischi ambientali e una tutela più efficace per i cittadini e per l’ambiente umbro. Un ringraziamento particolare al responsabile della sezione Risorse Minerarie e Vigilanza e ingegnere capo della Polizia Mineraria della Regione Umbria, Simone Padella”.
“Il Nucleo P.U.M.A. – aggiunge il direttore di ARPA Umbria, Alfonso Morelli – ci consente di integrare competenze tecniche, strumenti di rilievo e capacità di elaborazione dei dati al servizio delle attività di monitoraggio e controllo ambientale – dichiara il Direttore Generale di ARPA Umbria, Alfonso Morelli -. L’utilizzo di droni, sistemi GPS, fotogrammetria e strumenti GIS permette di acquisire informazioni puntuali sul territorio e di disporre di dati utili per le attività tecniche dell’Agenzia e per il supporto agli enti locali. La collaborazione con la Regione ci permette inoltre di utilizzare queste tecnologie in modo coordinato, anche nelle situazioni di emergenza, mettendo a disposizione competenze e strumenti quando è necessario intervenire rapidamente”.
L’accordo, ai sensi dell’art. 15 della legge 241/1990, avrà una durata di sei anni e vedrà il coinvolgimento di personale tecnico specializzato e piloti abilitati ENAC/EASA. La dotazione iniziale del Nucleo comprende droni multirotore (come i modelli DJI Mavic 3 Enterprise e Mini 4 Pro), stazioni totali, antenne GPS e software avanzati per la fotogrammetria e l’elaborazione GIS. Oltre al monitoraggio ordinario, il Nucleo P.U.M.A. fornirà supporto cruciale alla Protezione Civile in caso di emergenze ambientali e collaborerà alla verifica del layout autorizzativo di impianti industriali complessi. Per il funzionamento e l’aggiornamento tecnologico della piattaforma, gli enti hanno previsto un impegno economico minimo di riferimento di 10.000 euro annui ciascuno, a conferma della volontà di investire in una struttura operativa permanente e all’avanguardia.
