Autonomia differenziata, Cgil: “Ripercussioni su anziani”

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Un peggioramento complessivo nella qualità di vita della popolazione anziana, a partire dal servizio pubblico sanitario che verrebbe compromesso.
Le conseguenze del disegno di legge calderoli sull’autonomia differenziata al centro del dibattito, moderato dal giornalista Fabrizio Ricci, promosso dallo spi cgil, il sindacato dei pensionati dell’umbria a Perugia. Ai lavori, Maria Rita Paggio, segretaria generale della Cgil dell’Umbria, Mauro Volpi, del Coordinamento per la Democrazia Costituzionale, Dainela Padoan, presidente nazionale di Libertà e Giustizia, e Tania Scacchetti, segretaria generale dello Spi Cgil nazionale.

int Andrea Farinelli – segr. gen. Spi Cgil Umbria

Con l’autonomia differenziata lo stato attribuisce un’indipendenza legislativa in fatto di politiche pubbliche alle regioni a statuto ordinario, In particolare in 23 materia di competenza attualmente statale.
Si va dal dal gettito fiscale, che non sarebbe più distribuito su base nazionale, al commercio con l’estero, passando per l’autonomia in tema di rapporti internazionali e con l’Unione europea, di tutela dell’ambiente e di grandi reti di trasporto. Ma è soprattutto l’autonomia in materia di sanità e di istruzione a preoccupare la Cgil.

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