Tragedia Sant’Enea, le indagini e gli interrogativi
Sarà ora l’inchiesta della Procura di Perugia a dover chiarire cosa sia accaduto sulla Strada 317 Marscianese, quella terribile sera di giovedì, quando sono morti Samuele Morettini e Leonardo Bertino, 16 e 17 anni.
Nel fascicolo per omicidio stradale è stato iscritto il diciottenne che guidava la Mercedes, neopatentato da appena due giorni.
Il ragazzo è stato ascoltato già nelle ore immediatamente successive al sinistro.
L’alcoltest è risultato negativo, mentre resta da verificare l’eventuale assunzione di sostanze.
Al centro degli accertamenti anche la velocità dell’auto: sul posto, secondo i primi rilievi, non sarebbero stati trovati segni di frenata.
Qualcosa in più dirà l’autopsia, già disposta sui corpi dei due ragazzi, per i quali non sono stati ancora disposti i funerali, con una comunità sgomenta che aspetta di poter salutare i due ragazzi e intanto si unisce al dolore dei familiari.
L’’indagine dovrà accertare le responsabilità individuali in questo caso specifico.
Sullo sfondo però i numeri descrivono un problema molto più ampio.
Gli incidenti stradali sono la prima causa di morte per i giovani, come evidenzia il Corriere dell’Umbria, che sceglie di commentare la tragedia lanciando un appello direttamente alla politica e agli addetti ai lavori.
Nel 2025 in Italia sono morte sulle strade 2.868 persone, con oltre 237 mila feriti. E tra i più giovani alcuni indicatori vanno in controtendenza: tra i ragazzi di 18 e 19 anni le vittime sono salite da 78 a 87 in un anno, un aumento dell’11,5 per cento. Tra i 15 e i 29 anni sono cresciuti anche i feriti, del 4,8 per cento.
In Umbria, nel 2024, gli incidenti stradali hanno ucciso 11 giovani tra i 15 e i 29 anni, con un tasso di 9 vittime ogni centomila coetanei.
E rispetto al 2019, tra i 15 e i 17 anni, le vittime sulle strade italiane sono aumentate del 10,4 per cento. Un dato che rende ancora più pesante la morte di Samuele e Leonardo e riporta al centro il tema della sicurezza stradale, soprattutto per i più giovani.
Un sistema che va rivisto dalle fondamenta, che deve resistere alle spinte di chi – per evidenti interessi economici – vuole ulteriormente abbassare l’età minima e gli sbarramenti per mettersi alla guida, di un ciclomotore o di una fuoriserie.
