Rugby Castello ai playoff, ma vince il “terzo tempo” solidale

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La conquista dei play off ed il sogno della serie B si gioca in campo ma anche nel terzo tempo grazie anche a ragazzi speciali. Sono loro i “campioni” del fair play e della solidarietà, Matteo, Chiara, Danilo, Pamela, Fabio, Giorgio, Lisa e Alessandro, alcuni degli straordinari rappresentanti dell’ AIPD (Associazione Italiana Persone Down ets/aps sezione di Perugia gruppo “Stefano Bianconi” (Città di Castello_Sangiustino_ Umbertide) protagonisti anche ieri pomeriggio, presso l’impianto di rugby in via della Barca in occasione dell’ultimo match della stagione regolare del campionato di serie C con gli Amatori Ascoli, di un bellissimo gesto di altruismo che travalica lo sport. Come sempre avviene nelle gare casalinghe del Città di Castello Rugby, dopo aver assistito dalla tribuna alla gara, scendono i campo loro tutti insieme nel “terzo tempo” all’insegna delle prelibatezze gastronomiche e amicizia fra i tavoli protagonisti di un’esperienza senza eguali nel panorama nazionale, la prima di questo genere dal 2106, nella quale si incontrano sport e sociale. Le persone Down dell’associazione, guidati dalla Presidente, Tiziana Pescari e dagli altri componenti il sodalizio, familiari compresi, con grande entusiasmo hanno ancora una volta hanno imbracciato piatti, posate e bicchieri per apparecchiare la tavola e con i vassoi in mano si sono trasformati in camerieri provetti per servire le pietanze e le bevande ai giocatori di casa e ospiti, senza mai risparmiare energie, ma neanche sorrisi e battute con i commensali. Una originale opportunità di rendersi utili e mostrare la precisione e l’accuratezza nel fare le cose che li caratterizza, con le quali i volontari dell’Aipd guadagnano sempre consensi e dispensano allegria. Sportività e socialità si incontrano così in un momento assolutamente unico nel panorama sportivo nazionale, nel quale vengono superate tradizionali e inadeguate barriere che la società e la vita talvolta erigono per ignoranza, all’insegna della condivisione di una sana passione agonistica e della voglia di stare insieme. Tra l’altro proprio ieri, al termine della gara di campionato di serie C con gli Amatori Ascoli, per la cronaca terminata 45 a 6 per i padroni di casa, i ragazzi del “terzo tempo” hanno indossato una maglia particolare (la seconda ufficiale della squadra) con disegni e colori realizzati dall’artista Andrea Lensi, a favore della sportività e contro il razzismo, una divisa (la prima di questo genere dal 2019 quando è stata ideata) che è il manifesto dell’impegno per una pratica agonistica etica, dentro e fuori dal campo di gioco. I tratti neri su fondo bianco disegnano quello che l’autore descrive come l’apparente disordine della “Ruck”, cioè della “mischia” in gergo rugbistico, la fase di gioco che simboleggia meglio di tutte l’essenza di questa disciplina, fatta di agonismo e forza fisica, ma anche della lealtà e del rispetto dell’altro che prescindono da qualunque differenza. Un messaggio a tutta la comunità civile, alle società espressione di tutti gli sport nazionali, a cominciare dal calcio, che dirigenti, tecnici e giocatori del Città di Castello rugby hanno condiviso con il Comune di Città di Castello con l’obiettivo di suscitare una presa di posizione contro malcostume e degenerazioni che affiorano nella nostra quotidianità. “La nostra società ha al centro dei suoi obiettivi  la realizzazione di molteplici attività che sappiano andare anche oltre l’aspetto puramente sportivo ma che rivolgono anche una forte attenzione al sociale – ha dichiarato il Presidente Città di Castello Rugby, Marco Notarianni affiancato dall’allenatore, Dario Senesi e dal capitano, Nicola Bacinelli – tra queste attività sicuramente quella più consolidata è il progetto “Terzo tempo” che ormai da anni si sta portando avanti con l’Associazione Italiana Persone Down. I ragazzi e le ragazze dell’associazione sono sempre presenti alle partite della nostra seniores, aiutandoci nel terzo tempo e dando una mano nel servire a tavola i giocatori durante il terzo tempo, e sono ormai una parte integrante della famiglia del Città di Castello Rugby. La conquista dei play off ed il sogno della serie B porta fa firma anche di questi straordinari ragazzi: con loro ogni volta prima di scendere in campo abbiamo già vinto al di là del risultato, sono il nostro orgoglio”. “Negli ambienti dove si sentono importanti e utili i nostri figli sono contenti e questo fa crescere in loro l’autostima e la capacità di relazionarsi con persone e situazioni diverese – ha spiegato Tiziana Pescari, referente comprensoriale dell’Aipd, che ha sottolineato la soddisfazione per essere stati coinvolti dal Città di Castello in un’esperienza che rappresenta un importante momento di crescita per i componenti dell’associazione. “Per noi è un ulteriore sviluppo del nostro progetto madre legato al laboratorio abitativo presso la Casa Verde – ha proseguito Pescari – dove in un appartamento messo a disposizione dall’amministrazione comunale dal 2008, i nostri figli possono lavorare sulla propria autonomia, vivendo in tutto e per tutto la quotidianità della gestione della casa”. “Per le persone Down è fondamentale dimostrare di poter essere una risorsa per la società – evidenzia Pescari –  e lo sport è un ambiente nel quale la spontaneità e la passione che mettono in tutte le cose trova ancora maggiori stimoli”. Anche il sindaco Luca Secondi e gli assessori allo sport e servizi sociali, Riccardo Carletti e Benedetta Calagreti, presenti ieri all’incontro di rugby e al “terzo tempo” hanno sottolineano come “la  presenza dei ragazzi dell’Associazione Persone Down a bordo campo e nella club house a fine partita è diventata ormai una graditissima costante: col loro sorriso e con la loro dolce allegria questi ragazzi e queste ragazze sanno contagiare tutti e riescono  a far sciogliere ogni tensione e a far dimenticare la stanchezza e anche la delusione di chi non ha avuto un risultato positivo dalla partita appena conclusa. Sono da tanti anni un esempio e orgoglio della nostra comunità”. E’ una iniziativa che sottolinea la sensibilità e l’attenzione della nostra comunità per le persone più fragili, che in questo caso sposa lo sport e i suoi più sani valori alla promozione dell’autonomia delle persone con sindrome di Down, all’interno di un percorso nel quale l’amministrazione comunale da anni contribuisce con progetti specifici a valorizzare la loro diversa abilità come risorse per la nostra comunità”. Dopo la vittoria di ieri l’ultima di campionato la squadra di Città di Castello dovrà affrontare i play off nel doppio confronto con Piacenza il 28 Aprile e 5 Maggio.

 

LA SCHEDA

L’idea di creare una squadra di rugby nel comune tifernate nasce, quasi per scherzo, nel 2002, grazie a Marco Notarianni e un gruppo di amici tra cui Dario Ronti, Giorgio Morvidoni e Alessandro Gori. Marco, nato e cresciuto in Inghilterra da famiglia di origini Italiane, inizia a coltivare la passione per questo sport praticandolo a scuola nella Londra degli anni ’60. Per molti anni, il rugby rimane solo un vecchio ricordo di infanzia fatto di campi in erba, divise in cotone e molto fango, fino a quando i figli, nati e cresciuti a Città di Castello, manifestano la volontà di giocare allo sport che tanto appassionò il padre. Dopo una stagione sportiva passata a portare i figli ad allenarsi a Perugia, località più vicina dove veniva praticato il rugby, Marco ed il suo team di fedeli riescono ad ottenere i permessi per cominciare l’attività nel proprio comune. È il settembre del 2002 e la storia del Città di Castello Rugby è appena iniziata. Il nuovo sport viene subito accolto con entusiasmo, in un territorio dove il Calcio è fortemente stabilito nel tessuto sociale. I bambini e adulti iniziano ad allenarsi in qualsiasi campo sportivo disponibile, allenatori da tutta Italia si mobilitano per aiutare a far decollare questo progetto, si cercano fondi e sponsor per portare avanti l’attività. Il tutto succede mentre la nazionale italiana inizia a portare ottimi risultati nel torneo del 6 Nazioni, facendo appassionare un’intera nuova generazione di sostenitori. Il primo salto avviene nel 2006 quando viene affidato al club dall’amministrazione comunale il campo dei “Pescidoro”. In questo periodo, il Città di Castello Rugby si consolida come realtà rugbistica ed inizia a prendere una forma riconosciuta a livello nazionale. Si organizzano i primi tornei nazionali, le prime trasferte internazionali e la Seniores riesce a vincere il campionato regionale C2 nel 2010. Il nuovo sport viene subito accolto con entusiasmo, in un territorio dove il Calcio è fortemente stabilito nel tessuto sociale. I bambini e adulti iniziano ad allenarsi in qualsiasi campo sportivo disponibile, allenatori da tutta Italia si mobilitano per aiutare a far decollare questo progetto, si cercano fondi e sponsor per portare avanti l’attività. Nel 2011 terminano i lavori per la nuova struttura che ospiterà il Città di Castello Rugby. La società ora può usufruire di un campo in erba regolamentare, campi da allenamento, spogliatoi moderni e una club house da fare invidia a tutte le altre squadre in Italia.