Riti per togliere il malocchio: 4 arresti a Ponte San Giovanni

Riti per togliere il malocchio: 4 arresti a Ponte San Giovanni

Circa 250 le persone truffate, alcune delle quali hanno denunciato direttamente, mentre in altri casi sono stati i loro familiari a rivolgersi alle forze dell’ordine, dopo aver scoperto che i loro congiunti regalavano soldi al gruppo di truffatori che li avevano indotti a credere di essere avvolti da energia negativa.

Non solo la cartomanzia, ma veri e propri riti esoterici venivano offerti, con varie modalità.

Venivano agganciati con i famigerati numeri a pagamento (quelli che cominciano con 899), poi, venivano fidelizzati e affidati ad altri cartomanti, a cui venivano fornite tutte le informazioni necessarie per raggirarli: si faceva leva su problemi di salute, difficoltà in amore, pesantezza del vivere.

Gli investigatori hanno anche accertato che alle vittime della truffa venivano inviate “foto di simboli esoterici allusivi al diavolo, come serpenti”; ciò per indurre le vittime a credere alla presenza di negatività che avrebbero peggiorato la loro condizione se non affrontate coi mezzi da loro proposti.

Ai clienti – recita il comunicato della Procura –  venivano “sistematicamente prospettate problematiche di natura esoterica”, per le quali venivano quindi proposte delle soluzioni: si andava dagli “scudi” a artifizi contro fatture e malocchi”: pratiche con nomi strani ed evocativi “visualizzazioni” e “blocchi”; messe in atto con l’utilizzo di “candele, scioglimento di sale e talismani”.

I residui dovevano poi essere sotterrati, talvolta anche presso cimiteri.

Le vittime della truffa pagavano il servizio versando ingenti somme ai cartomanti.

Le prove raccolte – puntualizza la Procura – sono state più che sufficienti per ottenere sia l’arresto dei quattro cartomanti, considerati i promotori della presunta associazione per delinquere, che il decreto di sequestro preventivo per beni con valore complessivo di 5 milioni di euro.

In carcere sono finiti una 51enne di Città di Castello e due 48enni originari del napoletano; a una 55enne di Foligno sono stati invece concessi i domiciliari.  Avevano fissato il loro quartier generale a Ponte San Giovanni ed è lì che venivano accolti anche i clienti, che talvolta si recavano personalmente in sede per i riti esoterici.

Rientra probabilmente in questo filone il ritrovamento, tre anni fa, di alcuni resti di pratiche esoteriche in corrispondenza del ponte di legno, proprio nella popolosa frazione perugina, di cui vi mostriamo alcune immagini di repertorio.

Durante l’esecuzione dell’ordinanza del gip sono state anche compiute una serie di perquisizioni, che hanno portato al sequestro di una valigia piena di soldi ma anche di cellulari utilizzati per tenere i contatti coi clienti, carte prepagate, agende e appunti manoscritti con le somme incassate, che ora saranno al centro di ulteriori approfondimenti.